Provvedimento
I207 - ASSOCIAZIONE VENDOMUSICA/CASE DISCOGRAFICHE MULTINAZIONALI-FEDERAZIONE INDUSTRIA MUSICALE ITALIANA
DATI GENERALI:
tipo Chiusura istruttoria
numero 5385
data 09/10/97
PUBBLICAZIONE:
Bollettino n. 41/1997

 
 

Provvedimento n. 5385 ( I207 ) ASSOCIAZIONE VENDOMUSICA/CASE DISCOGRAFICHE MULTINAZIONALI-FEDERAZIONE INDUSTRIA MUSICALE ITALIANA
 
 


L'AUTORITA' GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO




NELLA SUA ADUNANZA del 9 ottobre 1997;

SENTITO il Relatore Professor Luciano Cafagna;

VISTA la legge 10 ottobre 1990, n. 287;

VISTO in particolare l'articolo 2 della stessa legge;

VISTA la propria delibera del 24 ottobre 1996, con la quale è stata avviata l'istruttoria di cui all'articolo 14, comma 1, della legge n. 287/90 nei confronti delle società Warner Music Italia Spa, Polygram Italia Srl, EMI Music Italy Spa, BMG Ricordi Spa, Sony Music Entertainment Spa e della Federazione Industria Musicale Italiana, per ipotesi di violazione dell'articolo 2, comma 2, della legge n. 287/90;

VISTA la propria delibera del 6 marzo 1997 con la quale, per la complessità della documentazione acquisita sia nel corso degli accertamenti ispettivi che nello svolgimento dell'attività istruttoria, con particolare riguardo alla struttura del mercato della produzione e vendita di supporti fonografici, nonché per la necessità di acquisire ulteriori elementi in merito alle ipotesi di infrazioni formulate nel provvedimento di avvio dell'istruttoria, il termine per la chiusura del procedimento era stato prorogato al 21 luglio 1997;

VISTA la delibera del 3 aprile 1997, con la quale, ritenendo necessario procedere a una consulenza tecnica in ragione delle particolarità del caso oggetto dell'istruttoria, era stato deliberato di nominare la società Grandi Numeri Srl, quale consulente tecnico;

VISTA la propria delibera del 29 maggio 1997 con la quale, per consentire alla Warner Music Italia Spa e alle altre parti del procedimento il più ampio esercizio del diritto di difesa, il termine per la chiusura del procedimento era stato prorogato al 15 ottobre 1997;

SENTITI i rappresentanti della Sony Music Entertainment Spa e della EMI Music Italy Spa in data 16 dicembre 1996, e i rappresentanti della Warner Music Italia Spa, Polygram Italia Srl e della BMG Ricordi Spa in data 17 dicembre 1996;

SENTITI i rappresentanti di Vendomusica in data 4 dicembre 1996 e in data 15 aprile 1997;

SENTITI i rappresentanti di Esselunga Spa e di Euromercato Spa in data 8 aprile 1997, di Optimes Spa in data 9 aprile 1997, di Phonocomp Spa in data 10 aprile 1997, di Cardinal Srl in data 21 aprile 1997, di GDO Service Srl in data 29 aprile 1997, dell'Associazione Distributori Musicali in data 9 maggio 1997 e dell'Istituto per la Tutela dei Diritti degli Artisti Interpreti ed Esecutori in data 19 maggio 1997;

SENTITI nuovamente i rappresentanti di Warner Music Italia Spa, Polygram Italia Srl, EMI Music Italy Spa, BMG Ricordi Spa, Sony Music Entertainment Spa, della Federazione Industria Musicale Italiana e di Vendomusica in data 10 settembre 1997;

VISTA la documentazione acquisita nel corso dell'istruttoria;

CONSIDERATO quanto segue:
 

I. IL FATTO

In data 24 ottobre 1996, l'Autorità ha avviato un procedimento istruttorio per ipotesi di violazione dell'articolo 2 della legge n. 287/90, avente a oggetto accordi o pratiche concordate tra le principali case discografiche, le cd. major (individuate nei punti da 4 a 8), con riguardo: i) alla fissazione dei prezzi di vendita dei supporti fonografici agli esercizi commerciali (c.d. prezzi di listino o PPD); ii) alla determinazione di altri aspetti delle politiche commerciali attuate nei confronti dei rivenditori; iii) alla limitazione e alla ripartizione dei titoli interessati alla campagna promozionale attuata in occasione del Salone della Musica svoltosi nel mese di ottobre 1996.
Nel provvedimento di apertura di istruttoria, l'Autorità riteneva che l'ipotizzata uniformità di comportamento delle major potesse essere facilitata dalla adesione delle stesse alla Federazione Industria Musicale Italiana, Associazione costituita proprio per iniziativa delle menzionate case discografiche. Contestualmente alla notifica di tale provvedimento, sono stati effettuati accertamenti ispettivi presso le major e la Federazione Industria Musicale Italiana (di seguito anche FIMI), con l'ausilio della Guardia di Finanza.

Il procedimento è stato avviato su segnalazioni del 22 gennaio e del 28 febbraio 1996 dell'Associazione Vendomusica.
Le società Warner Music Italia Spa, Polygram Italia Srl, EMI Music Italy Spa, BMG Ricordi Spa, Sony Music Entertainment Spa e la Federazione Industria Musicale Italiana hanno sin dall'inizio rinunciato alla facoltà di essere sentite nel termine fissato contestualmente alla notifica dell'apertura dell'istruttoria ai sensi dell'articolo 14, comma 1, della legge n. 287/90, riservandosi alcune di esse di richiedere un'audizione formale solo successivamente alla comunicazione della lettera delle risultanze istruttorie (Lettera di Polygram del 6 novembre 1996, lettere di BMG e Warner dell'8 novembre 1996, lettere di EMI, FIMI e Sony dell'11 novembre 1996). Le stesse hanno più volte, nel corso del presente procedimento, esercitato la facoltà di accedere ai documenti amministrativi ai sensi dell'articolo 14 della citata legge.
Con provvedimento del 6 marzo 1997, l'Autorità ha deliberato la proroga del termine di chiusura del procedimento istruttorio al 21 luglio 1997.
In data 3 aprile 1997 è stato deliberato l'affidamento di un incarico alla società Grandi Numeri Srl, per svolgere un'analisi statistica relativa alle condizioni di fornitura praticate dalle major alla rete di distribuzione al dettaglio e all'ingrosso.
Con provvedimento del 29 maggio 1997 l'Autorità ha deliberato una nuova proroga del termine di chiusura del procedimento istruttorio al 15 ottobre 1997, al fine di consentire alle parti l'esercizio del diritto di difesa anche in merito ai risultati della ricerca affidata alla società Grandi Numeri Srl
Con istanza del 15 luglio 1997, ha richiesto di essere ammessa a intervenire nel procedimento in epigrafe la Federazione Italiana Strumenti Musicali Elettronici Dischi (di seguito FISMED), un'associazione di rivenditori al dettaglio di prodotti fonografici.
 

II. LE PARTI

L'Associazione Vendomusica (di seguito Vendomusica) è un'associazione costituita nel 1993 che riunisce 300 rivenditori specializzati di musica registrata. Vendomusica si propone di rappresentare gli interessi della categoria innanzi alle istituzioni e di agevolare la promozione del fenomeno musicale.

Sony Music Entertainment Spa (di seguito Sony-CBS) rappresenta la filiale italiana del gruppo Sony. La società svolge come attività la realizzazione, l'importazione, esportazione e distribuzione di fonogrammi, anche per corrispondenza, e di registrazioni fonografiche. L'attività di distribuzione per conto terzi è di entità limitata, avendo un'incidenza sul fatturato italiano del gruppo Sony di circa il [omissis]** Nella presente versione alcuni dati saranno d'ora in avanti omessi conformemente alle disposizioni dell'art. 8, comma 1, del D.P.R. 10 settembre 1991, n. 461. (elaborazioni su dati di fatturato acquisiti nel corso dell'accertamento ispettivo presso la FIMI del 29 ottobre 1997).
Il fatturato realizzato dalla Sony in Italia nel 1996 è stato di circa 117 miliardi di lire.

Warner Music Italy Spa (di seguito Warner-CGD o WEA), è la filiale italiana del gruppo multinazionale Warner. Tale società si occupa della fabbricazione, registrazione e vendita di supporti fonografici, svolgendo anche attività di editoria musicale. Essa gestisce un repertorio costituito prevalentemente da titoli internazionali per un totale di circa 1.000. La società controlla la CGD East-West Spa, una casa discografica che gestisce il repertorio nazionale del gruppo di ampiezza strutturale di circa 1.300 titoli, occupandosi inoltre dell'attività di distribuzione dei supporti fonografici realizzati da imprese terze. L'attività di distribuzione per conto terzi è estremamente limitata, avendo un'incidenza sul fatturato italiano del gruppo Warner di circa [omissis] (elaborazioni su dati di fatturato acquisiti nel corso dell'accertamento ispettivo presso la FIMI del 29 ottobre 1997).
Il fatturato consolidato realizzato dalla Warner-CGD in Italia nel 1996 è stato di circa 145 miliardi di lire.

Polygram Italia Srl (di seguito Polygram), è la filiale italiana del gruppo multinazionale Philips. Anche tale società è attiva nella fabbricazione, registrazione e vendita di supporti fonografici, oltre che nell'editoria musicale. Il catalogo della società è costituito da circa 10.000 titoli, il 50% dei quali appartiene al genere della musica classica. Nella musica pop, la Polygram è presente con le etichette Polydor e Mercury. L'attività di distribuzione per conto terzi di detta casa discografica incide sul fatturato per circa il [omissis] (elaborazioni su dati di fatturato acquisiti nel corso dell'accertamento ispettivo presso la FIMI del 29 ottobre 1997).
Il fatturato consolidato realizzato dalla Polygram in Italia nel 1996 è stato di circa 172 miliardi di lire.

EMI Music Italy Spa (di seguito EMI), è la filiale italiana della EMI Group plc. In Italia, nell'attività discografica, il gruppo EMI opera anche tramite la Virgin Music Italy. Il gruppo EMI si occupa della edizione, produzione e utilizzazione in qualsiasi forma e modo e per qualsiasi finalità di incisioni fonografiche di opere musicali e letterarie, svolgendo attività di commercializzazione delle stesse, compresa la vendita anche per corrispondenza e in edicola. Il catalogo di tale società comprende circa 2.500 titoli. L'attività di distribuzione per conto terzi incide sul fatturato per circa il [omissis] (elaborazioni su dati di fatturato acquisiti nel corso dell'accertamento ispettivo presso la FIMI del 29 ottobre 1997).
Il fatturato realizzato dalla EMI in Italia nel 1996 è stato di circa 176 miliardi di lire.

BMG Ricordi Spa (di seguito BMG-Ricordi), è la filiale italiana del gruppo multinazionale Bertelsmann. Nel 1994 la società ha acquisito il controllo della società discografica italiana G. Ricordi e C. Spa
Tale società si occupa della edizione, fabbricazione, importazione, esportazione e distribuzione di fonogrammi, anche per corrispondenza, e di registrazioni fonografiche. Il catalogo della società comprende circa 2.000 titoli di tutti i generi musicali, dei quali i più rilevanti sono la musica classica e il repertorio locale di musica pop e leggera. L'attività di distribuzione per conto terzi della BMG ha un'incidenza sul fatturato italiano del gruppo BMG di circa il [omissis] (elaborazioni su dati di fatturato acquisiti nel corso dell'accertamento ispettivo presso la FIMI del 29 ottobre 1997).
Il fatturato realizzato dalla BMG in Italia nel 1996 è stato di circa 267 miliardi di lire.

La Federazione Industria Musicale Italiana è un'associazione costituita nel 1992 che riunisce 56 case discografiche tra le quali le filiali italiane delle principali società multinazionali, le cd. major.
Attualmente, FIMI rappresenta oltre l'80% dell'intero mercato discografico (Fonte: Trade Home Entertainment, n. 2/97; vari verbali dell'Assemblea ordinaria della FIMI, tra i quali, ad esempio, il verbale acquisito nell'accertamento ispettivo del 29 ottobre 1996 presso la sede della FIMI, doc. 57, p. 8). Esiste poi una seconda associazione, denominata all'Associazione Fonografici Italiani (AFI), che attualmente riunisce circa 200-250 case discografiche italiane di piccole e medie dimensioni, alla quale precedentemente anche le major aderivano.
Le major rappresentano oltre il 90% del fatturato complessivo delle 56 aderenti alla FIMI (Fonte: dati FIMI). La FIMI fa parte dell'IFPI - International Federation of the Phonographic Industry, ossia l'associazione che riunisce le principali case discografiche a livello europeo.
Rientrano tra i principali compiti dell'Associazione: i) intrattenere rapporti con le istituzioni pubbliche; ii) discutere il rinnovo dei contratti di lavoro dipendente; iii) rappresentare gli interessi delle associate presso organismi internazionali e associazioni che operano a livello internazionale (ad esempio la IFPI); iv) raccogliere e ripartire tra gli associati i diritti loro spettanti ai sensi della legge sul diritto d'autore e della legge sulle riproduzioni private senza scopo di lucro.
In base allo Statuto e al Regolamento di attuazione della FIMI, i membri dell'associazione sono classificati, in base al fatturato annuo realizzato, in cinque categorie. In particolare, alla categoria A (Grande Industria) appartengono le imprese che hanno realizzato un fatturato superiore a 50 miliardi di lire, alla categoria B (Media Industria) le imprese che hanno realizzato un fatturato annuo compreso fra i 15 e i 50 miliardi di lire e alle restanti 3 categorie C, D, E (Piccola Industria) le imprese con tre diversi livelli di fatturato inferiori ai 15 miliardi di lire.
Gli altri organi associativi della FIMI sono il Comitato Direttivo, l'Assemblea ordinaria degli associati e il Presidente.
In particolare, in base all'articolo 17 dello Statuto, l'Associazione è retta dal Comitato Direttivo, che è composto da un numero minimo di 8 membri a un massimo di 12, compreso il Presidente. Tre membri sono nominati dalle tre categorie di "Piccola Industria", mentre i restanti membri sono nominati dalle altre due categorie di "Grande" e "Media Industria". Il Comitato Direttivo si riunisce con cadenza quasi mensile e per la validità delle riunioni è necessaria la presenza della maggioranza dei suoi componenti. Le deliberazioni sono prese a maggioranza semplice dei presenti.
Dall'analisi di 28 verbali dei Comitati Direttivi relativi al periodo 1992/1994, acquisiti presso FIMI nel corso dell'accertamento ispettivo del 29 ottobre 1996, risulta che a tali Comitati fossero presenti i rappresentanti legali delle cinque major e il rappresentante legale di una impresa discografica di minori dimensioni, la DDD Srl, partecipata al 50% dalla BMG e distribuita dalla stessa. Dal 1995 in poi ai Comitati hanno partecipato oltre ai rappresentanti legali delle cinque major, anche i rappresentanti legali di sei altre case discografiche, distribuite per lo più dalle major.
 

III. IL MERCATO RILEVANTE

A. Individuazione del mercato del prodotto

Il presente procedimento riguarda società la cui attività economica consiste nello sfruttamento di brani musicali prevalentemente attraverso la produzione e commercializzazione di fonogrammi contenenti musica registrata. L'attività così definita riguarda una pluralità di prodotti, distinguibili per le loro proprietà fisiche (compact disc, musicassette, dischi in vinile) o per il loro contenuto (musica pop, classica, ecc.).

Nel mercato rilevante, ai fini del procedimento in corso, operano, dal lato della domanda, i rivenditori di supporti fonografici, che costituiscono gli effettivi interlocutori delle case discografiche. Al riguardo, infatti, si osserva che le politiche di prezzo vengono definite dai produttori discografici con riferimento diretto a questa tipologia di operatori, i quali rappresentano gli intermediari tra produttori e consumatori finali. A sua volta, il consumatore finale rappresenta il soggetto nei confronti del quale, in ultima analisi, si indirizzano le strategie di espansione sul mercato poste in essere dalle case discografiche solo in occasione di campagne promozionali ad esso specificamente indirizzate (cfr., a questo riguardo, decisione della Commissione del 27 aprile 1992, caso IV/M202-Thorn EMI/Virgin Music).
La domanda espressa dai consumatori finali rileva, ai fini del presente procedimento, solo nella misura in cui può contribuire a spiegare le politiche di approvvigionamento dei rivenditori.
In particolare, i rivenditori esprimono una domanda che riflette l'esigenza di disporre, al minor costo, di un assortimento titoli il più possibile funzionale a soddisfare le esigenze attese dei consumatori finali. Tale assortimento è definito con riguardo sia alla varietà dei generi musicali trattati che al numero di titoli per ciascun genere. Inoltre, nell'ambito delle scelte effettuate dai rivenditori rileva naturalmente anche quella riguardante il numero e la tipologia di supporti da acquistare per ciascun brano. In sostanza, il rivenditore esprime una domanda che deve comporre le proprie attese circa i titoli e le quantità che gli saranno richieste dal consumatore finale con le proprie previsioni di costo d'acquisto dei supporti. E' evidente, pertanto, che per i rivenditori la sostituibilità tra titoli, e anche tra generi musicali, risulta molto maggiore di quella che caratterizza la domanda finale. Mentre infatti quest'ultima è determinata dalle specifiche preferenze dei consumatori relativamente ai diversi brani musicali, la prima fa riferimento alle possibili modalità attraverso le quali il rivenditore può massimizzare il proprio reddito.
Ciò conduce a considerare il mercato rilevante come quello della produzione e commercializzazione di fonogrammi ai rivenditori, senza alcuna distinzione per tipo di fonogramma o per generi musicali (cfr. decisione della Commissione del 27 aprile 1992, caso IV/M202, citata).

La suddivisione del mercato per tipologia di supporto e per genere musicale è sintetizzata nelle tabelle 1-3. Da questi dati si evince che attualmente il supporto di gran lunga più importante per l'industria della musica registrata è il compact disc (di seguito CD) che da solo rappresenta più della metà del volume del mercato (65%) e, tenuto conto del suo maggior prezzo, una percentuale ancora più elevata se calcolata in valore (72%). Inoltre, delle tre tipologie in cui vengono suddivisi i CD in rapporto al loro prezzo di vendita, quella dei top price rappresenta circa l'83% del valore totale dei CD venduti. Con riferimento ai generi musicali, dai dati disponibili emerge che la musica pop nel suo insieme costituisce il prodotto principale, dovendosi attribuire ad essa più del 90% del fatturato realizzato dalle case discografiche. All'interno di questo genere risalta l'importanza del repertorio nazionale che da solo copre oltre la metà dell'intero volume d'affari.

Tab. 1 - Suddivisione del mercato per supporti nel 1996
Supporto
Quota % in volume
Quota % in valore
CD
65,2
71,8
MC
32,5
26,2
LP
1,0
0,4
Video
1,3
1,6

Fonte: dati FIMI pubblicati su Trade Home Entertainment, op. cit.

Tab. 2 - Suddivisione dei CD per tipologia nel 1996
Supporto
Valore (md. di lire)
Quota %
CD, di cui:
452,7
100,0
Top
375,4
82,9
Medium
68,9
15,2
Budget
8,4
1,9

Fonte: dati FIMI pubblicati su Trade Home Entertainment, op. cit.

Tab. 3 - Suddivisione del mercato in volume e in valore per generi musicali nel 1996
Genere
Quota (volume)
Quota (valore)
Pop Naz.
53
53
Pop Inter.
40
42
Classica
7
5

Fonte: dati FIMI pubblicati su Trade Home Entertainment, op. cit.

B. Il mercato geografico

Ai fini della delimitazione del mercato dal punto di vista geografico, occorre rilevare che le principali case discografiche, pur essendo gruppi multinazionali, operano in ciascun paese con proprie società locali, la cui attività comprende tra l'altro lo sfruttamento del repertorio di autori e artisti locali e la commercializzazione dei fonogrammi in ambito nazionale. A quest'ultimo riguardo, in particolare, occorre osservare che le condizioni di fornitura applicate alla rete di vendita sono specifiche al mercato nazionale (cfr. decisione della Commissione del 27 aprile 1992, caso IV/M202, op. cit.; provvedimento dell'Autorità n. 2147 del 17 luglio 1994, C1520-BMG Ariola/G. Ricordi & C.).

Peraltro, anche dal lato della domanda risulta scarsamente praticabile per i rivenditori di musica registrata rifornirsi all'estero. I dettaglianti, comprese le catene di negozi operanti in più di un paese, di norma acquistano - a volte per il tramite di distributori - dalle filiali nazionali delle compagnie. Le importazioni non sono inesistenti, ma rappresentano una parte trascurabile del totale delle vendite. Come osserva la stessa BMG, "il fenomeno delle importazioni è, al momento, praticamente inesistente e ha costituito per noi un elemento indubbiamente di grande vantaggio nel periodo di maggior crisi del mercato" (Piano Commerciale 94-95 acquisito nel corso dell'accertamento ispettivo del 29 ottobre 1996, presso la BMG, doc. T9).
E' pur vero che dati di fonte SIAE, prodotti in data 30 maggio 1997, riportano che il volume delle vendite sul mercato italiano ammonta a 139 milioni di pezzi e che i supporti importati ammontano a 8 milioni, per un'incidenza del 5,7%. Tuttavia, tale incidenza non appare sufficientemente elevata da far ipotizzare che il mercato rilevante assuma dimensioni maggiori di quelle nazionali. Né a differente conclusione si perviene escludendo dal volume complessivo delle vendite i supporti commercializzati in edicola e quelli offerti gratuitamente. In tal caso, infatti, l'incidenza delle importazioni non supererebbe comunque l'8,8% Tale incidenza è stata calcolata sulla base di un volume delle vendite di 90 milioni di pezzi, corrispondenti a quelli commercializzati su contratto di licenza generale e opera per opera..
L'insieme di queste osservazioni induce a ritenere che l'ampiezza del mercato rilevante sia nazionale.

C. Analisi del mercato rilevante

i. Struttura e livello di concentrazione

Il mercato dei prodotti fonografici realizzati dalle case discografiche aderenti alla FIMI nel 1995 e nel 1996 ha raggiunto valori rispettivamente pari a circa 625 e 638 miliardi di lire (Trade Home Entertainment, op. cit.) I dati elaborati dalla FIMI si riferiscono alle sole case discografiche aderenti all'Associazione, alcune delle quali distribuiscono anche prodotti di case discografiche che fanno parte dell'AFI. Restano comunque escluse dalle statistiche riportate i supporti commercializzati tramite le edicole, quelli allegati in omaggio ad altri supporti e quelli oggetto della licenza "opera per opera". Essi si differenziano dai dati SIAE presi in considerazione nei successivi paragrafi in quanto questi ultimi riguardano i supporti commercializzati dalle case discografiche che concludono con la società un contratto di "licenza generale".. Tale dato si riferisce al mercato cd. sell-in, ossia al fatturato delle case discografiche al netto di sconti, resi e imposte. Dal momento che la FIMI rappresenta circa l'80% del mercato discografico, il valore complessivo è stimabile in circa 780 miliardi di lire nel 1995 e a 798 miliardi di lire nel 1996.

Dal lato della domanda, si osserva che il più rilevante canale di vendita servito dalle case discografiche, direttamente o attraverso grossisti indipendenti, è senz'altro costituito dai rivenditori specializzati, benché, soprattutto per alcune imprese, la grande distribuzione organizzata assuma un peso non trascurabile (tab. 4).

Tab. 4 - Ripartizione % fatturato realizzato dalle major presso i rivenditori e la GDO nel 1996
Rivenditori specializzati
GDO
EMI
91%
9%
Sony
78%
22%
Warner
94%
6%
BMG
85%
15%
Polygram
89%
11%

Fonte: elaborazioni su dati forniti dalle parti.

Secondo i dati forniti da Vendomusica, i rivenditori di musica registrata presenti sul territorio italiano sono circa 2.800 (Fonte: Vendomusica, Rapporto sulla distribuzione in Italia di supporti fonografici, ottobre 1995). Di questi, 600 sono punti vendita specializzati, forniti direttamente dalle case discografiche, e 2.200 generici.
Essi sono distribuiti in maniera disomogenea sul territorio nazionale. Nell'area Nord-occidentale è situato il 30% dei punti vendita con una quota di fatturato di poco inferiore alla metà delle vendite nazionali, mentre nel Sud e nelle Isole il 25% dei rivenditori realizza meno del 15% delle vendite (Databank, Prodotti - Ricerche Ad Hoc, febbraio 1996).

Come precedentemente precisato, per i rivenditori finali i prodotti discografici presentano un grado di sostituibilità più elevato che per il singolo consumatore. Infatti, nelle decisioni di acquisto finalizzate alla costituzione di un proprio magazzino-titoli, essi saranno interessati all'insieme dei brani musicali che ritengono potersi meglio adeguare alle preferenze dei consumatori.
Sotto questo profilo, le scelte dei rivenditori, al momento della costituzione di un proprio magazzino-titoli, possono essere sensibilmente influenzate dal livello dei prezzi di acquisto dei supporti fonografici praticati dai produttori. Al riguardo, si osserva che per un distributore i mancati guadagni conseguenti a minori vendite al pubblico di un titolo possono essere compensati dai ricavi derivanti dalle vendite di un altro titolo acquistato dal produttore a condizioni migliori.

Dal lato dell'offerta si osserva che su tale mercato sono presenti numerosi operatori. Il numero di imprese che svolgono anche occasionalmente attività di produzione di fonogrammi è infatti stimato tra i 2000 e i 2500 (Databank, op. cit.). Le imprese che operano con una certa stabilità sono tuttavia assai meno numerose. Nel 1995, le case discografiche che avevano concluso con la SIAE un contratto generale di licenza, riguardante cioè l'intero repertorio gestito dalla SIAE, erano 27. Otto di queste sono società appartenenti ai gruppi in cui sono organizzate le cinque major, due (Selezione e Walt Disney) svolgono in modo prevalente altre attività.
La dimensione delle imprese diverse dalle major è estremamente variabile sebbene nessuna sia paragonabile a quella di queste ultime. Tra le altre case discografiche, le più importanti sono la Nuova Fonit Cetra Spa e la RTI Music Srl appartenenti rispettivamente ai gruppi televisivi RAI e Fininvest. Nel 1994 ha incominciato a operare in Italia, tramite una propria filiale, la Universal Music Spa (già MCA), a cui è attribuibile una significativa presenza sul mercato nord-americano, ma ancora non ugualmente affermatasi in Europa.

Nella tab. 5 sono indicate le quote di mercato attribuibili alle major e agli altri operatori nel 1995 e nel 1996. In quest'ultimo anno, la quota di mercato complessivamente detenuta dalle major (corrispondente all'indice C5) è stata pari al 76%, evidenziando un altissimo grado di concentrazione.
A quest'ultimo riguardo, la decisione della Commissione relativa al citato caso EMI-Virgin ha confermato che il mercato discografico è fortemente concentrato sia che si consideri la quota detenuta dalle cinque major a livello comunitario, pari al 77%, che la quota dalle stesse detenuta nei singoli paesi membri, che risulta variabile tra il 70 e l'80%.

Tab. 5- Quote di mercato delle major *
Società
1995
1996
BMG-Ricordi
19,0
18,0
EMI-Virgin
13,4
14,4
Polygram
16,8
16,0
Sony-CBS
14,0
12,1
Warner-CGD
14,6
15,5
Altre
22,2
24,0
Totale
100
100

Fonte: Elaborazioni su dati FIMI e Trade Home Entertainment, op. cit.
* Le quote di mercato di ciascuna casa discografica sono state calcolate sulla base dei dati di fatturato acquisiti presso la FIMI nel corso dell'accertamento ispettivo del 29 ottobre 1996 e da questa prodotti in data 23 giugno 1997.

ii. Barriere all'entrata

Alla riscontrata presenza di numerosi produttori fonografici non è estraneo il fatto che l'attività produttiva in senso stretto non presenta barriere all'entrata significative.
La produzione in senso stretto è distinta in due fasi, corrispondenti alla realizzazione e alla duplicazione del master, vale a dire l'incisione in una sala di registrazione di un supporto originale, e la realizzazione delle copie che verranno successivamente commercializzate. Mentre risulta evidente che l'attività di registrazione di un brano non presenta significativi ostacoli allo svolgimento, giova fornire qualche precisazione in merito alla seconda fase dell'attività industriale, cioè la duplicazione. Essa viene frequentemente svolta da società terze. Nel corso delle audizioni di alcune di esse, è emerso che nell'attività di produzione dei supporti fonografici le economie di scala sono molto limitate (verbali audizioni di Optimes e di Phonocomp rispettivamente del 9 aprile e 10 aprile 1997).
E' emerso inoltre che il disco finito, destinato al canale di vendita tradizionale, viene venduto alle case discografiche a un prezzo medio variabile dalle 1.500 alle 1.900 lire, compreso il confezionamento (listini prezzi presentati dalle società Optimes e di Phonocomp in occasione delle audizioni, rispettivamente, del 9 aprile e 10 aprile 1997).
I prezzi di duplicazione delle MC variano dalle 790 lire alle 1.240 lire, in base alla qualità del prodotto e alla durata della registrazione. I costi dell'attività tipografica e del confezionamento sono di circa 350 lire (documentazione prodotta da Phonocomp nel corso dell'audizione del 10 aprile 1997).

L'assenza di significative economie legate alla scala produttiva comporta che l'entrata nel mercato con produzioni occasionali non è ostacolata da rilevanti costi fissi. Ciò non equivale tuttavia a una facile contendibilità delle posizioni di mercato detenute dalle imprese maggiori. Infatti, come hanno sostenuto alcune delle major nelle memorie conclusive, il mercato discografico è caratterizzato da un elevato tasso di natalità e di mortalità delle imprese. Tale circostanza è da attribuirsi ad altri tipi di ostacoli che si frappongono a una significativa e duratura acquisizione di quote di mercato da parte di imprese minori.

Ai fini della valutazione della contendibilità delle posizioni di mercato detenute dalle major, giova in primo luogo osservare come il principale "asset" di una casa discografica è costituito dalla qualità e numerosità degli artisti ad essa legati con contratti in esclusiva. Le loro produzioni nel tempo creano il catalogo di una casa discografica del quale fanno poi parte anche i titoli delle etichette distribuite, ossia delle registrazioni di brani musicali acquisite in virtù di contratti di licenza (cfr. memoria Warner dell'8 settembre 1997). La possibilità di disporre di un catalogo ampio e differenziato per titoli e per generi musicali consente alle case discografiche di assicurarsi comunque una significativa e stabile porzione di ricavi, a fronte di ridotti costi di pubblicità e promozione per numerosi titoli (cfr. decisione della Commissione del 27 aprile 1992, caso IV/M202, citata).
Corrispondentemente, un ostacolo al consolidamento sul mercato di nuovi produttori fonografici di piccole dimensioni è senz'altro costituito dallo scarto esistente tra l'ampiezza del proprio catalogo e di quelli delle major.

Inoltre, la fonte stabile di reddito generata dalle vendite dei titoli in catalogo permette a una casa discografica di assumere maggiori rischi d'investimento in nuovi artisti o in nuovi brani musicali. Sulla base di quanto affermato dalle parti, i proventi del catalogo sono pari a circa 1/3 delle entrate complessive di una casa discografica (cfr. memoria Warner dell'8 settembre 1997). In generale, più ampio è il catalogo di un produttore, maggiore sarà la sua possibilità di finanziare e investire in nuovi supporti fonografici. Pertanto, una nuova impresa che entra sul mercato discografico, non potendo di norma contare sul flusso di risorse proveniente dal catalogo, avrà difficoltà a espandere la propria presenza.

Un altro fattore centrale per la redditività del prodotto musicale è l'attività promozionale, la quale consiste nella frequente diffusione attraverso le emittenti radiofoniche e televisive (soprattutto le prime) dei brani musicali, nella organizzazione e partecipazione a manifestazioni musicali, quali festival o concerti, nell'istituzione di premi o nella realizzazione di iniziative tese a creare un'eco pubblicitaria relativamente ai nomi degli artisti o ai prodotti che si intende promuovere.
Tale attività costituisce probabilmente la fase più critica per l'affermazione di un prodotto e rappresenta anch'essa un'importante barriera all'entrata stabile di nuovi produttori sul mercato rilevante. Ciò appare dimostrato dal fatto che i produttori diversi dalle major che sono riusciti ad acquisire una posizione più significativa sul mercato della musica registrata (Nuova Fonit Cetra e RTI Music) appartengono ai due principali operatori del settore radiofonico e televisivo.

Anche l'esistenza di una rete di rivenditori specializzati frammentata e geograficamente disomogenea come quella presente in Italia può costituire un ostacolo all'ingresso sul mercato dei produttori fonografici, in quanto impone di predisporre una rete di agenti/promotori presso i negozi altrettanto capillare e variegata. La predisposizione di tale rete comporta un costo fisso iniziale non recuperabile e ammortizzabile solo se il catalogo in dotazione della casa discografica è sufficientemente ampio. Ciò costituisce una barriera all'entrata specialmente per i produttori fonografici di piccole dimensioni, con cataloghi limitati. Non è un caso infatti che questi ultimi, nel momento in cui vogliono distribuire i propri fonogrammi sul mercato ricorrano prevalentemente alle major (cfr. documentazione prodotta da Cecchi Gori Music Srl e CEMED Srl rispettivamente in data 5 e 6 maggio 1997).
iii. Confronto internazionale

Sulla base dei dati raccolti dall'IFPI è possibile effettuare un confronto con i mercati di altri paesi e descrivere l'evoluzione del mercato legale di musica registrata in Italia. La tabella 6 è relativa alla dimensione del mercato nel 1995. Essa evidenzia l'esistenza di un mercato sensibilmente più ristretto di quello esistente negli altri paesi. Considerando la diversa numerosità della popolazione, emerge un consumo pro-capite, sia in termini di numero di pezzi che di spesa ancora più nettamente inferiore a quello registratosi negli altri paesi presi in considerazione, con la sola eccezione della Spagna che presenta valori più prossimi a quelli italiani (tab. 7).

Tab. 6 - Dimensione del mercato in alcuni paesi (1995)
Paese
Dimensione mercato
(mio. pezzi)
Dimensione mercato
(mio USD)
Italia
43,5
582,7
Germania
223,4
3.296,6
Francia
133,5
2.391,8
Gran Bretagna
219,7
2.571,6
Spagna
52,0
557,3

Fonte: IFPI, The Recording Industry in numbers '96.

Tab. 7 - Consumo pro-capite di musica registrata in alcuni paesi (1995)
Paese
Numero di pezzi
Spesa (USD)
Italia
0,8
10,1
Germania
2,8
40,3
Francia
2,3
41,1
Gran Bretagna
3,8
44,1
Spagna
1,3
14,2

Fonte: IFPI, The Recording Industry in numbers '96.

Le caratteristiche del mercato italiano ora descritte rispecchiano senza dubbio un diverso atteggiamento del consumatore italiano rispetto a quello straniero. Sembra infatti potersi dire che la disponibilità a spendere espressa dalla domanda di musica registrata nel nostro paese sia inferiore a quella attribuibile alla domanda in altri paesi. Al riguardo, appare pertinente quanto affermato in un documento EMI che riporta un'analisi dell'evoluzione del mercato discografico italiano (documento acquisito presso la EMI nel corso dell'accertamento ispettivo del 29 ottobre 1997, doc. n. 8):
[omissis]

Infine, a differenza degli altri paesi, in Italia il fenomeno della pirateria ha raggiunto una dimensione particolarmente consistente, come illustrato nella tabella 8.

Tab. 8 - Dimensione del fenomeno pirateria in alcuni paesi europei (1995)
Paese
Quota pirateria (volume)
Quota pirateria (valore)
Italia
33%
20%
Germania
3%
3%
Francia
3%
2%
Gran Bretagna
1%
1%
Spagna
2%
1%

Fonte: IFPI, The Recording Industry in numbers '96.

Nell'ambito del fenomeno della pirateria sono comprese tutte le attività che comportano la duplicazione o lo sfruttamento non autorizzato del repertorio degli autori e dei produttori fonografici. In questa ampia accezione, la pirateria riguarda la duplicazione dei fonogrammi realizzata da privati, la riproduzione di fonogrammi realizzata su ampia scala per la loro commercializzazione, la produzione di fonogrammi contenenti l'esecuzione dal vivo di brani musicali (cd. bootleg), il noleggio (non autorizzato) di CD.

iv. Evoluzione recente

L'andamento del mercato, negli anni 1995 e 1996, per ogni tipo di supporto, sia in termini di volume che di valore è descritto nelle tabelle 9 e 10. L'evidenza empirica attesta una diminuzione nelle vendite complessive di ciascun supporto fonografico, a eccezione del vinile che ha tuttavia scarsa incidenza sulle vendite totali. A tale andamento in volume corrisponde un incremento del valore del mercato. In particolare, per quanto riguarda i CD, a una diminuzione del volume di vendita pari allo 0,9%, corrisponde un aumento delle vendite in valore del 3,8%. Inoltre, nel caso delle MC le minori vendite (-5,7%) sono quasi interamente compensate da modificazioni del prezzo, cosicché il loro valore ha subito una diminuzione di solo lo 0,2%.

Tab. 9 - Andamento del mercato in volume per supporto (ml. pezzi)
Supporto
1995
1996
Variazione %
CD
28.972
28.699
-0,9
MC
15.173
14.306
-5,7
LP 
484
505
4,3
Altri*
682
533
-22
Totale
45.304
44.038
-2,8

Fonte: dati FIMI pubblicati su Trade Home Entertainment n. 2/97.
*Video e Laser Disc.

Tab. 10 - Andamento del mercato in valore per supporto (ml.)
Supporto
1995
1996
Variazione %
CD
441.188
458.170
3,8
MC
167.448
167.124
-0,2
LP 
3.246
2.888
-11
Altri*
12.943
10.238
-21
Totale
624.678
638.319
2,2

Fonte: dati FIMI pubblicati su Trade Home Entertainment n. 2/97.
*Video e Laser Disc.

La variazione del valore medio unitario dei prezzi dei supporti fonografici intervenuta tra il 1995 e il 1996 è descritta nella tabella che segue, la quale evidenzia che si è registrato un aumento dei prezzi medi di vendita dei CD e delle MC, ossia dei supporti fonografici che rappresentano oltre il 97% del mercato, rispettivamente del 4,8% e del 5,8%. La crescita in termini reali dei prezzi dei supporti fonografici, ovvero al netto dell'inflazione pari, nel periodo considerato, al 3.9% Indice dei prezzi al consumo, Base 1995=100; Fonte: ISTAT, Bollettino mensile di statistica, luglio 1997, p. 134., è stata di un punto nel caso dei CD e di due punti nel caso delle MC.
 

Tab. 11 - var. valore medio unitario dei prezzi dei dischi tra il 1995 e il 1996
Supporto
% 95-96
CD
4,8
CD Top
5,2
CD medium
0,7
CD budget
7,7
CD singolo
7,4
MC
5,8
LP
-14

Fonte: elaborazione su dati FIMI pubblicati su Trade Home Entertainment n. 2/97.

Alla rappresentazione del mercato italiano che emerge dai dati fin qui riportati può essere utile affiancare un riferimento alle analisi svolte da alcune major (Warner e EMI) nelle considerazioni integrative ai loro bilanci relativi al 1995. Tali società riportano un aumento degli utili conseguiti dovuti a un incremento del mercato in valore a fronte di una contrazione dei volumi di vendita, attribuendolo tuttavia alla progressiva sostituzione nelle preferenze dei consumatori dei dischi in vinile e delle musicassette, che presentano prezzi più bassi, con i CD, che hanno prezzi unitari più elevati. D'altra parte, ciò implica che non solo i prezzi ma anche i margini dei CD sono più elevati. Tuttavia, come si è visto, questa costituisce solo una delle spiegazioni del fenomeno.
 

IV. RISULTANZE ISTRUTTORIE

A. I prezzi al rivenditore

i. La struttura dei prezzi al rivenditore e le condizioni di fornitura

La struttura dei prezzi praticati dalle major ai rivenditori, dettaglianti e grossisti, si compone di tre elementi: il prezzo di listino, il ticket-tv e il contributo spese di trasporto.
In particolare, il prezzo di listino è il prezzo pubblicato dalle major nei listini inviati ai rivenditori. Esso costituisce un indice di riferimento per la determinazione del compenso spettante agli autori del brano musicale e agli interpreti ed esecutori dello stesso.

Il ticket-tv è un contributo che si aggiunge al prezzo di listino nel caso di fonogrammi oggetto di campagne televisive.
Tale componente consegue a una serie di accordi generali stipulati tra la SIAE e la AFI e ultimamente anche tra la SIAE e la FIMI, relativi alla remunerazione del diritto d'autore. Il più recente accordo intercorrente tra la SIAE e la FIMI è stato stipulato in data 26 maggio 1996 e prevede l'esclusione dal computo del compenso per diritti di riproduzione fonomeccanica del ticket-tv. In base all'accordo, la percentuale di esclusione per il ticket-tv raggiungeva un massimo del 15% del PPD nel 1996, del 10% nel 1997 ed è destinata a diminuire fino al 1999, anno in cui il ticket-tv verrà totalmente inglobato nel PPD.
Le case discografiche associate all'AFI, invece, non sono soggette a esenzioni della base imponibile sulla quale pagare il diritto fonomeccanico.

Il contributo spese di trasporto è la componente di prezzo che copre i costi di distribuzione del prodotto fonografico sul territorio nazionale. In particolare, il contributo è finalizzato a recuperare i costi di movimentazione, imballo e trasporto di fonogrammi dal magazzino della casa discografica al punto vendita, oltre che i costi di trasporto per i prodotti resi dal cliente e i costi necessari al ricondizionamento o alla distruzione di tali prodotti (cfr., per tutte, memoria Warner dell'8 settembre 1997). L'addebito all'acquirente del contributo spese di trasporto, come verrà illustrato nei paragrafi successivi, è prassi diffusa ma non universale: può venire applicato da altre case discografiche ma, in questo caso, tende a differenziarsi.
Tale ricavo non rientra nella base di calcolo né dei diritti fonomeccanici pagati agli autori, né dei diritti spettanti agli interpreti e agli esecutori. Conseguentemente, non è indifferente né neutrale per i costi di una impresa aumentare di un medesimo ammontare il prezzo al rivenditore attraverso il contributo spese di trasporto oppure il PPD. Infatti, nel primo caso, la casa discografica è l'unica beneficiaria di un eventuale aumento dei prezzi al rivenditore.

Infine, le major all'inizio di ciascun anno stabiliscono le condizioni di fornitura da praticare alla propria clientela, che si sostanziano nella definizione dello sconto sul prezzo di listino, dei termini di pagamento e della possibilità di restituzione della merce invenduta.
Dalle risultanze istruttorie è emerso che le major si avvalgono di tre tipologie di sconto: in denaro, in natura, "bonus on turn over" (cfr, per tutte, memoria EMI del 31 gennaio 1997). I termini di pagamento si riferiscono sia alle modalità con cui i rivenditori effettuano il pagamento della merce acquistata, sia al periodo di tempo loro accordato per effettuare tale pagamento.
Infine, la facoltà di reso, generalmente riconosciuta a tutta la clientela, è di solito espressa in misura percentuale sul totale del fatturato realizzato dal rivenditore (memoria EMI del 31 gennaio 1997).
Le condizioni di fornitura possono subire delle modifiche nel corso dell'anno a seguito di campagne promozionali adottate dalle case discografiche.
I prezzi effettivi risultano dalla applicazione delle condizioni di fornitura ai prezzi praticati dalle major ai rivenditori, comprensivi del PPD, del ticket-tv e del contributo spese di trasporto e di spedizione.

ii. Scambio di informazioni sui prezzi

Le major svolgono diverse attività che determinano il reciproco scambio di informazioni, anche particolareggiate, sui prezzi e sulle loro componenti. Lo scambio di informazioni avviene nell'ambito della FIMI e direttamente tra imprese.

i) Scambio di informazioni attraverso la FIMI

Le major hanno discusso nell'ambito della FIMI dei prezzi di vendita dei CD. Ciò emerge dall'analisi di alcuni verbali di comitati direttivi acquisiti nel corso dell'accertamento ispettivo effettuato in data 29 ottobre 1996 presso la sede della FIMI. In particolare, dal verbale del comitato direttivo del 13 dicembre 1993, alle pagine 5 - 8, è riportata un'ampia discussione sul prezzo di vendita dei CD. Di seguito si riproducono alcuni brani salienti di tale trascrizione.
[omissis]
Il verbale del comitato direttivo del 4 settembre 1996 riporta questo scambio di battute:
[omissis]
La trascrizione si interrompe a questo punto.

Infine, il verbale del comitato direttivo del 7 ottobre 1996 riporta la seguente considerazione a proposito di una discussione riguardante la differenza del prezzo dei supporti fonografici nei vari canali di vendita e la circostanza che il prezzo dei libri sia indicato in copertina, a differenza di quanto avviene per i dischi:
[omissis]

Tra le attività che determinano lo scambio di informazioni in ambito FIMI, vi è la regolare raccolta e divulgazione di dati di mercato mensili. In particolare, FIMI mensilmente richiede a ciascuna delle cinque major di fornire dati relativi al numero di supporti venduti e al valore delle vendite realizzate, al netto degli sconti e delle rese. Si osserva, al riguardo, che dal rapporto tra il valore e le quantità vendute, si ottiene il prezzo medio effettivo dei supporti. Poiché vengono riportate le vendite in volume e in quantità al netto e al lordo delle rese, dalla lettura dei tabulati è possibile effettuare un controllo della politica commerciale delle major in ordine alla ammissione della restituzione del prodotto invenduto.
Tali dati vengono trasmessi secondo uno schema dettagliato, concordato in precedenza dalle imprese nell'ambito dell'Associazione, che prevede la disaggregazione dei dati stessi: i) per genere musicale (nazionale, internazionale e classico); ii) per tipologia di supporto fonografico (LP, MC, CD, DCC, MD e supporti vari); iii) per fascia di prezzo (singolo, top, medium e budget).
Infine, ciascuna casa discografica specifica il peso delle proprie distribuite. A partire dal mese di luglio 1996 la FIMI raccoglie anche i dati relativi a [omissis]. In base a documentazione prodotta dall'Associazione in data 23 giugno 1997, tale attività è stata di recente estesa anche alla [omissis]. Non sono invece rilevate singolarmente le vendite delle altre 49 imprese associate.
Nella tabella in appendice B viene riprodotto il modello dei tabulati rinvenuti nel corso dell'accertamento ispettivo attraverso i quali vengono mensilmente comunicati i dati sopra descritti.

I tabulati in questione sono stati rinvenuti sia presso la FIMI sia presso le case discografiche. Tutte le parti interessate hanno precisato che si tratta di "Documenti soggetti a un severo obbligo di riservatezza" ai sensi dell'articolo 5, comma 3, del DPR 461/91, in quanto, tra l'altro, attinenti alla organizzazione, alla finalità, al funzionamento di FIMI e ai rapporti tra questa e gli associati e di questi ultimi tra loro.
FIMI ha affermato che ogni mese invia a ciascuna casa discografica i dati aggregati e quelli relativi alla società. Tuttavia, nella sede della Warner sono stati ritrovati i prospetti contenenti i dati disaggregati di tutte le case discografiche e non solo del gruppo Warner (documento acquisito nel corso dell'ispezione del 29 ottobre 1996 presso la Warner, doc. 6).

Peraltro, risulta che in ambito FIMI le major abbiano discusso dei dati sulle vendite in volume e in valore realizzate in ciascun mese. In particolare, emerge che alcune di queste abbiano messo in discussione l'attendibilità dei dati forniti dalle proprie concorrenti (documento acquisito nel corso dell'ispezione del 29 ottobre 1996 presso la BMG, doc. A1). Risulta quindi del tutto verosimile che, prima di ogni riunione del Comitato Direttivo, avvenga lo scambio dei tabulati individuali, al fine di consentire alle parti di averne piena conoscenza e di controllare eventuali inesattezze.
Al riguardo, dal verbale del comitato direttivo del 24 maggio 1996 risulta quanto segue:
[omissis] (documento acquisito presso Polygram nel corso dell'accertamento ispettivo del 29 ottobre 1996, doc. 93).

Inoltre, presso la sede della FIMI è stato rinvenuto uno studio redatto dalla Polygram nel mese di settembre 1996 intitolato "Osservazione sui prezzi dei compact disc" sulla rilevanza dei prezzi e sull'andamento del mercato. Il documento è stato successivamente inviato dalla FIMI ad altre case discografiche, ossia EMI e MCA (documento acquisito nel corso dell'ispezione del 29 ottobre 1996 presso la Warner, doc. 75).

2) Scambio diretto di informazioni

Nelle sedi della BMG-Ricordi e della Polygram sono stati ritrovati i listini prezzi delle altre case discografiche e le lettere di accompagnamento alla trasmissione. Tale documentazione copre buona parte degli anni '90. Le lettere di accompagnamento riportano anche le decisioni delle società relative al contributo rese e trasporto applicato ai rivenditori, e attestano che l'invio di questi documenti precedeva la data di decorrenza del listino e delle altre condizioni comunicate. Vale a titolo di esempio la lettera inviata dalla EMI alla BMG: " A seguito ns. colloquio ti invio listino in oggetto. [segue listino] Per i prodotti con i prezzi diversi dal presente listino dovrà essere praticato lo sconto del 25% più 4% diritto di resa". Tale lettera si riferiva alle condizioni commerciali richieste da EMI a fronte della erogazione di un servizio a favore delle altre case discografiche concernente la distribuzione di supporti fonografici alle stazioni di servizio.
Sui listini dei prezzi ai rivenditori, le parti hanno richiesto la riservatezza sostenendo che la loro acquisizione da parte di terzi potrebbe recare pregiudizio alle case discografiche (cfr. lettera Polygram del 7 novembre 1996, lettera BMG dell'8 novembre 1996 e lettera Warner del 9 dicembre 1996).

Nella sede della Polygram, è stata acquisita una circolare interna che riporta i fatturati delle major, nel 1° trimestre 1996. Nella lettera di accompagnamento a tale circolare viene precisato che tali dati sono stati "direttamente raccolti dagli uffici commerciali delle major" (documento acquisito nel corso dell'ispezione del 29 ottobre 1996 presso la Polygram, doc. 17).

iii. L'uniformità dei prezzi praticati dalle major ai rivenditori tradizionali

Nella presente sezione verrà analizzato il grado di uniformità dei prezzi di listino, del contributo spese di trasporto, del ticket-tv, nonché delle condizioni contrattuali praticati ai punti vendita specializzati e grossisti. L'analisi si avvale sia della documentazione raccolta nel corso del procedimento istruttorio, e in particolare di dati forniti dalla SIAE, sia dei risultati di una analisi svolta dalla società di ricerche e studi statistici Grandi Numeri Srl, alla quale l'Autorità ha conferito, con delibera del 3 aprile 1997, un incarico finalizzato a verificare, tramite indagine campionaria, il grado di uniformità tra le major relativamente alle tre componenti di prezzo precedentemente definite (PPD, ticket-tv, contributo resa) e alle condizioni di fornitura.

In particolare, l'indagine di Grandi Numeri Srl è stata effettuata su un campione di 158 rivenditori (119 al dettaglio e 39 all'ingrosso) che intrattengono rapporti commerciali direttamente con le 5 major, di diverse dimensioni di fatturato e localizzati su tutto il territorio nazionale.
A tale campione di operatori è stato somministrato un questionario con il quale sono state richieste informazioni in merito alle diverse condizioni standard praticate dalle major, nei mesi di gennaio e giugno 1996, oltre che di gennaio 1997. Più precisamente, sono stati richiesti i valori sia delle tre suddette componenti di prezzo, sia delle condizioni di fornitura, riferite a tre CD ad alto prezzo realizzati dalle cinque major che, nei tre periodi di tempo considerati, apparivano ai primi posti delle hit parade. Inoltre, è stato richiesto se i valori riferiti ai CD individuati potevano essere generalizzati a tutti i CD ad alto prezzo.

Nel corso dell'istruttoria, alcune delle parti hanno presentato ulteriori elaborazioni statistiche aventi a oggetto il confronto delle condizioni di fornitura praticate dalle major alla rete dei distributori. In particolare, FIMI ha prodotto due analisi statistiche, la prima in data 11 luglio 1997 e la seconda il 15 settembre 1997, svolte dalla Prof.ssa Coffetti dell'Università Bocconi di Milano. Warner ha allegato alla memoria conclusiva dell'8 settembre 1997 un'analisi statistico-economica svolta dal Prof. Saita dell'Università degli Studi di Milano.
La metodologia utilizzata e i risultati delle analisi presentate dalle parti sono analizzati in dettaglio nell'appendice C e confrontati con quelli riscontrabili nell'analisi di Grandi Numeri Srl Sintetizzando qui quanto più estesamente argomentato in appendice, emerge che le indagini FIMI suscitano sotto il profilo metodologico gravi perplessità per la generale assenza di una adeguata descrizione della base dati utilizzata, accompagnata nel caso della prima indagine da un grado di disaggregazione dei dati utilizzati decisamente inferiore a quello necessario per analizzare il fenomeno in esame. L'indagine prodotta da Warner, invece, si limita alla descrizione e analisi del ventaglio di politiche commerciali applicate da tale casa discografica, senza contemplare le condizioni applicate dalle altre case discografiche. Pertanto, tale analisi, non consentendo il confronto tra le politiche di prezzo delle major, non è pertinente alla questione in esame, ovvero se, ed eventualmente in quale misura, si determina un allineamento dei prezzi delle 5 case discografiche.

Nel successivo paragrafo sono stati utilizzati, oltre ai risultati dell'analisi condotta da Grandi Numeri Srl, come consulente nominato dall'Autorità, anche la banca-dati fornita dalla SIAE.
1) I prezzi di listino

Per quanto riguarda i PPD, sulla base delle informazioni quantitative fornite dalla SIAE è stato effettuato un confronto tra i PPD dei CD, non comprensivi del ticket-tv, e delle musicassette praticati dalle case discografiche (non solo major). Tali informazioni riportano, per ciascuna delle case discografiche che hanno concluso con la SIAE un contratto di licenza generale, il PPD maggiormente praticato, ossia quello al quale è stata venduta la maggiore quantità di CD, per ciascun semestre dal 1° semestre 1991 al 2° semestre 1995 Il data set della SIAE non contiene i dati relativi al c.d. catalogo internazionale della Polygram, gestito per conto della SIAE in regime di licenza centralizzata dalla società di autori olandese STEMRA, e i dati relativi al catalogo della Sony a partire dal secondo semestre del 1993, gestito per conto della SIAE in regime di licenza centralizzata dalla società di autori francese SDRM..
Sulla base di questi dati le case discografiche sono state suddivise in tre gruppi; il primo è composto dalle major; il secondo, denominato "gruppo A" Ariston, Expanded, Flying, Nuova Fonit Cetra, RTI., è composto da case discografiche che commercializzano CD appartenenti a tutte le fasce di prezzo; il terzo, denominato "gruppo B" Beat records, Canaria, Ducale, Duck Records, Fonotecnica, Irec, Many, SAAR., comprende i produttori specializzati in dischi "budget line" e/o a medio prezzo. Per ciascuno di questi gruppi è stato calcolato in ogni periodo il prezzo medio, impiegando una media semplice, e il coefficiente di variazione dei prezzi, una statistica che misura lo scostamento medio percentuale dei prezzi fissati dai singoli operatori intorno al valore medio.
Rimandando all'Appendice A una illustrazione grafica degli andamenti dei prezzi medi, ci si concentra di seguito sul confronto tra i coefficienti di variazione dei prezzi.

[Vedi Grafico 1]

Dall'analisi del grafico 1 si deduce che il grado di uniformità nei prezzi di listino è considerevolmente più ampio nel gruppo delle major rispetto agli altri due gruppi. Il coefficiente di variazione dei PPD praticato dalle major è nullo nel 1994 e nel 1° semestre del 1995 non è mai superiore a 0,04 in tutto il periodo considerato.
Tale statistica applicata agli altri due gruppi presenta valori notevolmente più elevati. E' pur vero che, se si considera il gruppo A di produttori si può constatare una tendenza del mercato a una certa uniformità dei prezzi, in quanto il coefficiente di variazione presenta, in termini assoluti, valori non particolarmente elevati. Tuttavia, nel caso delle major l'uniformità osservata è quasi assoluta.

Analoghe osservazioni possono essere fatte per i prezzi delle musicassette, come si evince dall'analisi del grafico seguente.

[Vedi Grafico 2]

L'esistenza di uniformità tra i PPD dei CD è stata confermata dallo studio svolto dalla società Grandi Numeri Srl In particolare, nei tre periodi di tempo considerati (gennaio e giugno 1996, gennaio 1997) il 90% circa dei PPD di ogni casa discografica è fissato esattamente a 20.000 lire. Questo risultato si traduce in valori della media, moda e mediana pari a 20.000 lire; la distribuzione dei prezzi, inoltre, si caratterizza per una pressoché trascurabile dispersione dei dati intorno alla media.

2) Il contributo spese di trasporto e il ticket-tv

Le altre due componenti del prezzo praticato dalle major ai rivenditori sono il contributo per spese di trasporto e spedizione e il ticket-tv.
Nel corso del tempo i valori di tali due componenti del prezzo risultano essere stati uniformi, come peraltro ammesso da alcune case discografiche nelle loro memorie conclusive (cfr., per tutte, quanto affermato dal Prof. David Elliot, consulente della EMI). L'uniformità nei valori del contributo spese di trasporto e imballaggio e del ticket-tv decisi dalle major è stata confermata sia dalle analisi svolte sulla base delle fatture ottenute dai rivenditori di musica registrata prodotte da Vendomusica in data 28 febbraio 1996 che dallo studio svolto dalla società Grandi Numeri Srl In particolare, da quest'ultimo si evince che, per i mesi di gennaio e giugno 1996 e di gennaio 1997, il valore medio del contributo spese di trasporto e imballaggio era del 6% del fatturato al netto di IVA e al lordo del ticket-tv. Il valore medio di quest'ultima voce era di 3.000 lire, con una variabilità intorno al valore medio prossima allo zero, fatta eccezione per la casa discografica Warner nel mese di giugno 1996 in relazione alla temporanea assenza del ticket-tv sul CD hit considerato.

Sempre in merito alla uniformità del contributo spese di trasporto e di imballaggio, da una lettera del 26 maggio 1995 inviata dalla FIMI al suo Presidente Caccia Dominioni, emerge che periodicamente l'Associazione verifica la percentuale per contributo diritto di resa effettivamente applicata dalle società ad essa aderenti, utilizzando i dati mensilmente comunicati dalle case discografiche. Nella lettera si afferma che [omissis] (documento acquisito nel corso dell'ispezione effettuata in data 29 ottobre 1996, presso la FIMI, doc. 52).

Tali componenti del prezzo di vendita dei supporti fonografici non risultano univocamente connesse ai costi effettivamente sostenuti dalle case discografiche. In particolare, il ticket-tv presenta, come illustrato nel punto successivo, valori uniformi a fronte di investimenti pubblicitari effettuati da ciascuna casa discografica, con riferimento ai titoli in repertorio oggetto di pubblicità televisiva, variabili sia nel tempo che nel volume.
Con riguardo al contributo spese di trasporto, dalle informazioni emerse nel corso del procedimento istruttorio, risulta che la differenza tra l'addebito al cliente e il costo effettivo sostenuto sia variabile da casa discografica a casa discografica. A conferma di ciò, l'analisi dei budget di alcune case discografiche, Sony, EMI e BMG, mostra che [omissis].
Dalla documentazione disponibile, inoltre, emerge che il contributo per le spese di trasporto e spedizione viene applicato dalle case discografiche anche se il rivenditore provvede autonomamente al trasporto della merce (doc. depositata da Vendomusica in occasione dell'audizione del 4 dicembre 1996).

3) Analisi del prezzo effettivo e delle condizioni di fornitura

La società Grandi Numeri Srl, sulla base delle rilevazioni attinenti alle condizioni di fornitura, ha calcolato i prezzi effettivamente praticati ai punti vendita, verificandone il grado di uniformità. La lettura dei risultati è stata condotta sia mediante il confronto dei prezzi effettivi applicati dalle cinque major, sia mediante l'analisi dell'allineamento generale dei prezzi senza distinzione per casa discografica.

Dall'indagine campionaria è emerso in primo luogo che le medie dei prezzi effettivi, calcolate per le cinque case discografiche, sono tra loro molto vicine. A tal riguardo, si può osservare che il campo di variazione delle medie, dato dalla differenza tra la media più grande e quella più piccola, è di circa 250 lire per i dettaglianti e 216 lire per i grossisti per le fasi di rilevazione di gennaio 1996 e gennaio 1997. Inoltre, poiché all'interno di ciascuna casa discografica i prezzi effettivi dei rivenditori si discostano poco dal valore della media, si può affermare che tale valore centrale può essere considerato un buon indicatore del prezzo applicato dalle major. Si hanno infatti valori dello scarto quadratico medio che vanno dalle 300 alle 450 lire circa, attestanti quindi una dispersione dei casi intorno al valore medio molto contenuta.
E' importante osservare che l'unica eccezione alle considerazioni effettuate è costituita da Warner, che, per il mese di giugno 1996, presenta un valore medio dei prezzi più basso rispetto alle altre case discografiche e una dispersione dei prezzi intorno a tal valore medio più elevata, a causa della temporanea assenza del ticket-tv sul CD hit considerato dall'analisi di Grandi Numeri Srl

L'uniformità dei prezzi effettivi è ulteriormente supportata da osservazioni relative alla precisione delle stime delle medie elaborate da Grandi Numeri. A tal riguardo, una misura della capacità della media campionaria di stimare il "vero" valore della popolazione di riferimento è dato dall'ampiezza del relativo intervallo di confidenza. Si può affermare infatti che il valore della media nella popolazione cadrà, con una probabilità del 95%, all'interno di tale intervallo.
Se si considerano simultaneamente i cinque intervalli di confidenza associati alle medie di ogni casa discografica, il limite inferiore più basso e il limite superiore più elevato individuano un ulteriore intervallo, di ampiezza maggiore, nel quale cadranno, con una probabilità di almeno il 95%, i "veri" valori medi dei prezzi effettivi applicati dalle case discografiche nella popolazione di riferimento.
Come illustrato dal grafico 3, riguardante il caso dei dettaglianti nel mese di gennaio 1997, la procedura sopra descritta mostra che i veri valori della media dei prezzi effettivi per ciascuna casa discografica, e per l'intera popolazione, cadranno tutti in un intervallo di ampiezza pari a 358 lire con una probabilità almeno del 95%.

[Vedi Grafico 3]

Tale esercizio è stato ripetuto per tutti i periodi di tempo considerati e in relazione sia ai grossisti che ai dettaglianti. Nella tabella seguente, contenente i valori degli intervalli in tal modo ricavati, si osserva che per i mesi di gennaio 96 e gennaio 97 le ampiezze degli intervalli sono ridotte, non superando infatti le 456 lire. Per quanto riguarda, invece, il mese di giugno 1996, a causa del valore particolarmente basso della media dei prezzi di Warner e della maggiore dispersione dei dati attorno a tale media, gli intervalli assumono dimensioni maggiori.

Tab. 12 - Intervalli nei quali ricadranno i valori delle medie di tutte le major
Dettaglianti Grossisti
Gennaio
97
Giugno
96
Gennaio
96
Gennaio
97
Giugno
96
Gennaio
96
Intervalli 22448-22806 21193-22798 22421-22805 21619-22075 20227-22038 21628-21859
Ampiezza 358 1605 384 456 1811 231

Successivamente, la relazione di Grandi Numeri Srl ha analizzato l'allineamento generale dei prezzi effettivi, senza distinzione per casa discografica. La media generale dei prezzi al rivenditore, distinta quindi solo per tipo di distributore, mostra valori molto simili nei tre periodi di tempo considerati (tab. 13). Infatti, il campo di variazione delle medie è di circa 230 lire, sia per i dettaglianti che per i grossisti. Si osserva infine che il 50% dei prezzi praticati ai rivenditori non si allontana dalla media generale di più di 300 lire, e che l'80% non si allontana dalla media generale di più di 500 lire, mettendo ulteriormente in evidenza la generale uniformità dei prezzi.

Tab. 13 - Prezzi effettivamente praticati ai rivenditori dalle major
 
DETTAGLIA
NTI GROSSISTI
Gennaio
97
Giugno
96
Gennaio
96
Gennaio
97
Giugno
96
Gennaio
96
Media
22.624
22.393
22.599
21.859
21.625
21.856
Distribuzione delle differen ze dei prezzi al rivenditore delle medie per classi
da -300 a + 300
57,6%
43,0%
62,1%
56,8%
41,5%
60,2%
differenze > +- 300
42,4%
57,0%
37,9%
43,2%
58,5%
39,8%
Totale
100%
100%
100%
100%
100%
100%

Relativamente poi alle singole condizioni di fornitura, e in particolare agli sconti praticati ai rivenditori al dettaglio e all'ingrosso, le differenze tra i valori medi rilevati per ciascuna major risultano estremamente limitate in ciascun periodo osservato.
Infatti, si può quantificare la differenza massima tra gli sconti medi praticati dalle case discografiche intorno all'1% per i dettaglianti e all'1,3% per i grossisti. Ciò porta a rifiutare l'ipotesi d'uguaglianza degli sconti medi fissati dalle cinque case discografiche. Tuttavia, data la loro entità, le differenze osservate non si traducono in prezzi effettivi al rivenditore sostanzialmente diversi tra le major.

Tab. 14 - Sconto % medio praticato dalle major alla rete di vendita *
Dettagl
ianti
Grossi
sti
bmg emi poly sony wea bmg emi poly sony wea
gennaio 97
giugno 96
gennaio 96

*dati riservati

L'analisi ha, inoltre, messo in evidenza l'esistenza di una sostanziale uniformità anche tra le percentuali di reso di merce invenduta concessa dalle major ai rivenditori e ciò indipendentemente dalla fase temporale. Si osservano infatti delle percentuali medie di invenduto prossime al 2%-3% per i dettaglianti, e al 3%-4,5% per i grossisti.

Tab. 15 - Valore medio % di reso di merce invenduta concessa dalle major *
Dettagl
ianti
Grossi
sti
bmg emi poly sony wea bmg emi poly sony wea
gennaio 97
giugno 96
gennaio 96

*dati riservati

Infine, quanto ai termini di pagamento, dall'analisi svolta dalla società Grandi Numeri si può notare come più dell'80% dei dettaglianti e più del 75% dei grossisti abbiano a disposizione un periodo compreso tra i 30 e i 60 giorni, e questo per ogni casa discografica e per ogni fase temporale considerata.

La tabella 16 riassume i risultati precedentemente esposti rapportando il peso delle varie componenti del prezzo effettivo al valore del PPD E' importante segnalare che diversamente da Grandi Numeri non si è tenuto conto della variabile termini di pagamento, in quanto essa non è calcolata sulla base del prezzo di listino, ma del fatturato realizzato dal punto vendita.. Tale tabella mette in luce non solo la già osservata uniformità delle componenti di prezzo, ma anche l'importanza del PPD nella determinazione del prezzo effettivo. Si osserva infatti che per tutte le major il PPD costituisce almeno l'86% del prezzo effettivo al rivenditore e che i dati riportati nella tabella, a eccezione di quello relativo allo sconto, sono totalmente allineati.
Si precisa che per quanto riguarda la percentuale di sconto si sono presi i valori medi minimi e massimi presentati da ciascuna casa discografica nei tre periodi di tempo considerati dall'indagine di Grandi Numeri.

Tab. 16 - Incidenza delle componenti delle componenti di prezzo e dello sconto sulla composizione del prezzo al rivenditore *
BMG
EMI
Polygram
Sony
Wea
PPD
+ ticket-TV
+ contr.resa*
- sconto
= prezzo al riv.
114,5-114,1
114,4-114
114,3-113,8
115,1-115
114,4

* dati parzialmente riservati

Fonte: Listini prezzi e informazioni fornite dalle major per PPD, ticket-tv e contributo resa, nella tabella si fa riferimento ai valori applicati nella quasi totalità dei casi dalle major. Per la variabile sconto si è fatto riferimento ai valori rilevati dall'Indagine statistica Grandi Numeri.
* nella tabella, il contributo resa rappresenta il 6,9% del PPD, in quanto la percentuale del 6% indicata nel testo del provvedimento, nella determinazione del prezzo effettivo, viene applicata a PPD e al ticket-tv.

iv. La grande distribuzione

La grande distribuzione (di seguito GDO) è un canale di vendita dei prodotti fonografici delle major che risulta in netta espansione, come mostra l'aumento della incidenza del fatturato netto realizzato dalle case discografiche sul fatturato complessivo.

Tab. 17 - Andamento della quota di fatturato delle major nel canale di vendita della GDO
1994
1995
1996
EMI
3%
6%
9%
Sony
18%
23%
22%
Warner
0,1%
2,5%
6%
BMG
n. d.
6%
15%
Polygram
8,6%
11%
11%

Fonte: elaborazioni su dati forniti dalle parti.

Le case discografiche riforniscono la GDO sia direttamente, che tramite grossisti, i quali svolgono anche attività di rack jobber. I grossisti, attraverso i loro agenti di zona, operano presso il punto-vendita gestendo il reparto dischi.
L'assortimento titoli dei grossisti si basa per il 70-75% sul catalogo delle major (verbale audizione di Cardinal del 21 aprile 1997).

Il tentativo di sviluppare la vendita di fonogrammi nella GDO ha portato le major a intraprendere alcune iniziative congiunte. In particolare, dalla documentazione acquisita nel corso dell'istruttoria, risulta che le major hanno conferito alla società di consulenza Quantum Srl un incarico per la elaborazione di un progetto di distribuzione di supporti fonografici alla GDO. Tale società ha elaborato un documento, inviato a tutte le major nel gennaio 1995, nel quale era descritto il linguaggio informatico da utilizzare per l'invio di ordini di fornitura provenienti dalla grande distribuzione alle case discografiche (documento acquisito nel corso della ispezione effettuata presso la BMG in data 29 ottobre 1996, doc. T5).

A seguito della consulenza fornita dalla Quantum, è stata costituita la GDO Service Srl (di seguito anche GDO Service), società che svolge attività di rack jobber della quale la Quantum stessa è socio al 50%. Tale società opera sulla base di contratti di mandato non in esclusiva e senza rappresentanza, gestendo le vendite di supporti fonografici alla grande distribuzione per conto delle major e di due altre società discografiche, la Universal e la Tring. Nel contratto di mandato viene precisato che l'attività di GDO Service deve essere limitata alla fornitura di dischi alla GDO e non ad altri canali di vendita.
L'inizio del rapporto di fornitura avviene a seguito della conclusione, da parte delle case discografiche e dei punti-vendita della GDO, di un contratto generale di vendita con il quale vengono stabilite le varie condizioni commerciali. GDO Service interviene come agente, a sua volta operando sulla base di un contratto stipulato con le case discografiche.
GDO Service si differenzia dalle altre società di rack jobber, poiché tratta esclusivamente prodotti delle case discografiche dalle quali ha ricevuto il mandato e concede la restituzione totale dell'invenduto. Al riguardo, allorché le major affidano i propri prodotti ad altri rack jobber, le stesse ammettono una percentuale massima di restituzione del prodotto rimasto invenduto intorno al 5-6%. Le altre case discografiche, invece, accettano la restituzione totale dell'invenduto.
Quanto alla determinazione dei prezzi da praticare, dalla documentazione prodotta da GDO Service in data 7 maggio 1997, risulta che le case discografiche che si avvalgono della sua attività, nel contratto di mandato, hanno apposto una specifica clausola in base alla quale la mandataria è obbligata a proporre "gli acquisiti ai clienti solo in rigorosa conformità alle condizioni di prezzo e di contratto e alle modalità di pagamento che il mandante via via segnala [...]". Allo stato, GDO Service soddisfa circa il 15% della domanda della GDO.
Peraltro, dalla documentazione acquisita, risulta che nel 1995 la Warner, attraverso la GDO Service Srl curasse, anche per conto della EMI e della Sony, la distribuzione di prodotti fonografici a determinati punti vendita delle catene Rinascente ed Esselunga.

Nel corso del procedimento sono stati sentiti in audizione i rappresentanti di alcune società della GDO: Esselunga ed Euromercato. Ambedue le società contattate hanno sostenuto che un numero sempre più elevato di punti-vendita si rifornisce presso GDO Service, date le condizioni più convenienti da questo praticate rispetto agli altri concorrenti, con particolare riguardo alle condizioni di reso incondizionato.
Le società contattate hanno inoltre affermato che le condizioni commerciali praticate dalle major, pur essendo negoziate separatamente, sono tra loro allineate. Nel caso di Esselunga, le condizioni di fornitura sono identiche tra le major: [omissis]. Tale premio è stato totalmente incondizionato per il 1996, dal momento che si trattava del primo anno in cui Esselunga ha avuto la fornitura diretta dalle major e ammontava al [omissis] sul fatturato realizzato a fine anno.
v. Le altre case discografiche

1) Le case discografiche distribuite dalle major

I contratti mediante i quali il produttore fonografico originale conferisce temporaneamente per la durata della licenza al distributore uno o più diritti di sfruttamento sulle registrazioni di sua proprietà, possono essere di due tipologie: contratti di distribuzione, nei quali il licenziatario si occupa solo della stampa e/o vendita e distribuzione dei fonogrammi; contratti di licenza, in cui il licenziatario si occupa di tutte o quasi le operazioni inerenti lo sfruttamento commerciale della registrazione originale (memoria Warner del 31 gennaio 1997).

Nel corso del procedimento, sono state richieste informazioni ad alcune case discografiche che, per la commercializzazione dei loro prodotti, si avvalgono della rete distributiva delle major.
Dalla documentazione prodotta emerge che l'affidamento a terzi della commercializzazione dei propri prodotti trae motivo principalmente dai notevoli costi, in termini sia economici che informatici, legati all'allestimento e al mantenimento di una vasta ed efficiente rete di vendita (documentazione prodotta da Cecchi Gori Music Srl e da C.E.M.E.D. Srl rispettivamente in data 5 e 6 maggio 1997).

Le case discografiche distribuite si occupano direttamente della realizzazione del master ed, eventualmente, dello svolgimento dell'attività promozionale. L'attività di duplicazione dei supporti e la loro commercializzazione e distribuzione nei vari canali della rete distributiva spetta invece alle major.
Le condizioni contrattuali praticate dalle major si ispirano, in sintesi, ai seguenti criteri:
- accordo in esclusiva per la duplicazione del master e per la distribuzione del prodotto fonografico di durata biennale o triennale;
- versamento da parte della major alla casa discografica distribuita di un minimo garantito, oltre a eventuali royalty che vengono calcolate percentualmente sulle vendite;
- accettazione da parte della casa distribuita delle condizioni commerciali praticate dalla major.
A quest'ultimo riguardo, risulta che "la definizione del prezzo di vendita dei supporti da praticare al rivenditore da parte del licenziatario viene talvolta negoziata durante le trattative contrattuali tra licenziante e licenziatario e in sede di stipulazione dei relativi contratti. E' evidente che, affidando la gestione commerciale dei fonogrammi al licenziatario, la ... società deve tener conto delle condizioni generalmente praticate dal licenziatario stesso. Tuttavia, per determinate e specifiche esigenze, si discute con il proprio avente causa la determinazione dei prezzi e delle categorie di appartenenza (alto prezzo, medio-basso prezzo) ..." (documentazione prodotta da C.E.M.E.D., citata).

In altri termini, di norma, le varie componenti dei prezzi di listino dei prodotti fonografici realizzati dalle case discografiche nonché le condizioni di fornitura sono del medesimo ammontare di quelli praticati dalla major. Le case discografiche distribuite, per lo più, non dispongono di un proprio listino prezzi (cfr., a questo riguardo, anche la documentazione prodotta da Micocci Dischitalia Editori Srl in data 2 maggio 1997, da Cinevox Record Srl, Radio Italia, Ala Bianca Group Srl e IRMA Records Sas in data 5 maggio 1997, da Penguin Srl in data 7 maggio 1997, da NAR Sas, da Rosso di Sera in data 8 maggio 1997 e da Audioglobe Srl e da Panarecord Dischi Palladium Srl in data 9 maggio 1997).
Tale circostanza è stata peraltro confermata da Warner nella memoria del 31 gennaio 1997, laddove riporta che "normalmente i contratti di licenza o distribuzione stabiliscono direttamente o demandano al licenziante la attribuzione dei prodotti oggetto del contratto a una o a un'altra delle fasce di prezzo dell'impresa licenziataria; le condizioni di vendita al singolo cliente (fondamentalmente sconti e percentuali di reso consentite) vengono invece stabilite dal licenziatario in coerenza con la politica commerciale dallo stesso seguita".
Nei contratti di distribuzione viene inoltre specificato che il "distribuito" riserva e riconosce espressamente al distributore il diritto esclusivo di organizzare e di dirigere la vendita dei prodotti oggetto del contratto.

Dalla documentazione prodotta, risulta che, nel caso in cui le case discografiche distribuite sostengano gli oneri economici legati a una campagna promozionale televisiva per sostenere le vendite dei propri supporti discografici, le stesse non percepiscono l'intero ammontare del ticket-tv, ma solo una percentuale dello stesso, che può variare dal 65% al 90%. Infine, l'onere dell'invenduto è generalmente a carico delle case distribuite.

2) Le case discografiche dotate di una propria rete distributiva e le società specializzate nella distribuzione discografica

Nel corso del procedimento, sono state inviate lettere di richieste di informazioni ad alcune case discografiche che hanno una propria distribuzione o a società attive nella commercializzazione di supporti fonografici. Alcune delle società contattate sono aderenti alla FIMI e, come risulta dalla tabella che segue, praticano varie condizioni contrattuali non dissimili da quelle precedentemente illustrate a proposito delle major. Tali società, Universal e RTI, hanno iniziato a operare nella distribuzione discografica in via autonoma a partire dal 1° gennaio 1997.

Tab. 18 - Condizioni commerciali praticate dalle case discografiche dotate di distribuzione propria e dalle società di distribuzione nel 1996 **
Sconto  Term. pagam. Reso Contr. trasp. Ticket-Tv
Associate FIMI
Universal  max 15% 90 gg. fino al 4% 6% 2.000
RTI  max 20% fino a 120 gg. 5% 6% 3.000
Non associate  FIMI
N.Fonit Cetra max 20% 60 gg f.m. max 5% infer. al 5% 2.000
SAAR varia fino a 120 gg. illimitato 5% * no
Tring max 30% fino a 120 gg. vario no no
Duck Record max 30% fino a 150 gg. illimitato no no
Self varia vario vario no no
Disco Magic varia fino a 120 gg illimitato no no
Dig IT varia fino a 150 gg illimitato no no

** dati parzialmente riservati
Fonte: elaborazioni su dati forniti dalle società contattate.
* non applicato ai clienti della GDO.

Gli altri soggetti contattati, invece, praticano condizioni di fornitura tra loro diversificate e comunque diverse da quelle praticate dalle major. Con riguardo al contributo spese di trasporto, in particolare, soltanto le società Nuova Fonit Cetra Spa e SAAR Srl lo applicano, ma in misura inferiore a quella stabilita dalle major.
Nel caso di distribuzione dei prodotti di altre case discografiche, le società contattate hanno precisato che la remunerazione consiste in una percentuale calcolata sull'ammontare delle vendite e che non esercitano alcuna influenza sulla decisione del prezzo di listino da praticare al rivenditore.
 

V. GLI ALTRI ELEMENTI EMERSI

A. Promozione di prezzo

i. Attività promozionali svolte singolarmente

In corso d'anno, le major lanciano campagne promozionali prevalentemente nei confronti dei rivenditori.
Le iniziative promozionali nei confronti dei rivenditori si distinguono in "prenotazioni", adottate in occasione del lancio di nuovi prodotti, e in "campagne promozionali" propriamente dette, che riguardano particolari titoli del proprio repertorio o uno specifico artista. Dall'analisi della documentazione prodotta dalle parti del procedimento, risulta che in occasione di ciascuna campagna vengono promossi alcuni titoli per un periodo di tempo limitato attraverso la concessione ai rivenditori di condizioni contrattuali più favorevoli rispetto a quelle standard, in termini di sconti, resi e condizioni di pagamento.
Le case discografiche hanno affermato che le campagne promozionali possono avere i seguenti obiettivi: i) il lancio di un nuovo prodotto o artista; ii) il sostegno delle vendite del repertorio; iii) lo stimolo del sell-out nei momenti di scarsa richiesta del consumatore finale.
L'incidenza del fatturato proveniente da vendite effettuate in occasione di campagne promozionali sul fatturato complessivo è estremamente variabile tra le major.
L'efficacia delle campagne promozionali da parte delle major rispetto al fine di sostenere le vendite emerge dall'analisi degli aumenti di queste ultime in occasioni di determinate promozioni.
Ad esempio, risulta che in occasione di due iniziative, svoltesi nel 1996, aventi a oggetto il CD di Zucchero "Spirito Divino" e consistenti nell'accordare ai rivenditori uno sconto variabile dal [omissis] al [omissis] in funzione dei supporti acquistati nella prima campagna e uno sconto variabile dal [omissis] al [omissis] nella seconda campagna, le vendite sono moltiplicate rispetto ai valori medi usualmente registrati ( [omissis] in un caso e aumentate di circa [omissis] nell'altro caso). In occasione della campagna promozionale del CD di Vasco Rossi "Vita Spericolata" svoltasi sempre nel 1996 e consistente nell'accordare ai rivenditori uno sconto variabile dall'[omissis] al [omissis] in base al numero di supporti acquistati, le vendite sono quadruplicate rispetto alla media dei valori registrati negli altri mesi (documentazione prodotta da Polygram in data 19 maggio 1997).

ii. Attività promozionali svolte congiuntamente

Occasionalmente, le case discografiche organizzano eventi promozionali di particolare rilievo. Nel corso del procedimento, è risultato che tali promozioni sono organizzate congiuntamente. In particolare, le major nell'ottobre 1996 hanno realizzato una campagna promozionale che riguardava la vendita di 150 titoli - ugualmente ripartiti tra le cinque major, a un prezzo uniforme di vendita al pubblico pari a 29.900 lire per i CD e 19.900 lire per le musicassette - da effettuarsi presso il I Salone della Musica di Torino (Campagna Best).
Nel corso delle audizioni le major hanno affermato che il progetto era stato ideato dalla Polygram ed era stato oggetto di discussione in ambito della FIMI (verbale audizione Sony del 16 dicembre 1996). Esse hanno inoltre confermato che questa campagna è il risultato di un accordo tra le stesse raggiunto. Tale circostanza è comprovata dal fatto che le major hanno affidato un incarico congiunto all'agenzia Bozell-Testa-Pella-Rossetti Spa per predisporre le attività di comunicazione riguardanti la campagna (documentazione prodotta da Bozell in data 13 maggio 1997). Inoltre, dal verbale dell'ispezione effettuata presso la sede della BMG-Ricordi in data 29 ottobre 1996, risulta che "le previsioni di prezzo sono state effettuate a livello di Direttori Commerciali, delle parti aderenti all'iniziativa".
L'accordo stabiliva che ciascuna casa avrebbe definito gli sconti in modo da consentire la vendita al pubblico dei fonogrammi ai prezzi concordati.
Dalla documentazione acquisita risulta, inoltre, che la scelta delle major dei titoli da vendere nell'ambito dell'iniziativa promozionale è stata dettata dall'intento di scegliere parte del repertorio di qualità, escludendo le novità.
Ogni casa discografica era a conoscenza dei titoli scelti dalle altre imprese. A questo riguardo, risulta che una casa discografica intendesse proporre un numero di titoli superiore a quello stabilito, ma sia stata richiamata dalle altre e convinta ad adeguare la propria rosa di CD (documentazione acquisita nel corso dell'ispezione del 29 ottobre 1996 presso la Polygram, doc. 71).
Successivamente, le major su proposta della Sony hanno esteso tale iniziativa a tutto il territorio nazionale, praticando agli altri rivenditori i medesimi sconti e consigliando il prezzo di vendita al pubblico.

Dai verbali del comitato direttivo della FIMI risulta che fin dal 1993 le major intendessero organizzare una particolare campagna promozionale denominata "Settimana del disco". Anche la realizzazione di tale progetto è stata avviata attraverso un incarico all'agenzia pubblicitaria Bozell-Testa-Pella-Rossetti Spa Dai verbali del comitati direttivi della FIMI, di tale progetto si è ripreso a parlare nella seconda metà del 1994 con finalità operative (verbali acquisiti nel corso dell'ispezione svolta in data 29 ottobre 1996 presso la FIMI, docc. 55-59).
Fra le altre attività promozionali svolte congiuntamente rientrano inoltre l'organizzazione delle manifestazioni musicali, l'istituzione di premi, la redazione di classifiche. Tali attività vengono svolte dalle major, prevalentemente attraverso la FIMI.

B. L'attività di acquisizione degli artisti

I contratti che legano esecutori e interpreti alla società, generalmente in modo esclusivo, disciplinano: a) la durata del rapporto; b) il numero di registrazioni che le parti si impegnano a effettuare; c) la remunerazione delle prestazioni degli artisti (generalmente in percentuale sul venduto); d) le modalità di pagamento. Di norma, questi contratti non disciplinano le condizioni commerciali per la vendita del prodotto che dunque rimangono nella piena disponibilità del produttore.

Per la cessione della propria interpretazione, ai fini dell'incisione su supporto fonografico, ciascun artista viene remunerato con un minimo garantito e una royalty calcolata in percentuale sul prezzo di listino. Il minimo garantito è un compenso il cui ammontare è completamente svincolato dall'andamento delle vendite di un disco e può variare per gli artisti noti da alcune centinaia di milioni ad alcuni miliardi per ogni album realizzato. La royalty varia principalmente in funzione della fama dell'artista e viene corrisposta al momento in cui il minimo garantito già percepito dall'artista sia stato interamente recuperato dal c.d. "maturato". L'ampia variabilità della royalty è confermata da alcuni contratti acquisiti nel corso del procedimento emerge che le royalties variano da un minimo del 5% a un massimo del 20-25% e spesso sono definite come una percentuale crescente in funzione del venduto.
Inoltre, dal verbale dell'ispezione effettuata presso la sede della BMG-Ricordi in data 29 ottobre 1996 risulta che "le royalties per gli aventi diritto artistici variano dal 7-8% al 50% per gli artisti più affermati". Quest'ultima percentuale, tuttavia, viene concessa solo in occasione dei contratti di licenza, ossia quando, come spiegato nei paragrafi successivi, la casa discografica acquisisce dall'artista la licenza per la duplicazione del master.

Le major al momento della costituzione della FIMI hanno elaborato un codice deontologico (o codice etico) che le impegna a non adottare comportamenti concorrenziali attraverso la produzione di fonogrammi con la partecipazione di artisti legati contrattualmente ad altri produttori. Il codice etico ha il precipuo scopo di evitare il proliferare di fenomeni illegali nel mercato discografico, problema la cui soluzione rientra tra i principali obiettivi della FIMI sin dalla sua costituzione.
Tuttavia, la stesura iniziale del codice etico non ha esaurito il dibattito all'interno della FIMI. Ciò emerge da una lettera della casa discografica [omissis] (associata FIMI) del 25 luglio 1995, nella quale si afferma: "facendo seguito al dibattito sulla 'non concorrenza tra gli associati' qui di seguito la mia proposta". Segue la proposta della casa associata che, tra l'altro, prevede che gli associati si impegnino a "non distrarre ingiustificatamente artisti da altre Società e a non negoziare o costituire rapporti aventi a oggetto prestazioni di artisti già vincolati da obbligazioni di registrazione fonografica in esclusiva, di proroga, di opzione o di altre analoghe, nei confronti di altri associati aderenti o iscritti" (lettera acquisita nell'accertamento ispettivo del 29 ottobre 1996 presso la sede della FIMI, doc. 66).

Tracce di questo dibattito si possono rinvenire anche in altri documenti acquisiti presso la FIMI che riportano la trascrizione dei comitati direttivi dell'associazione. In particolare, dal verbale del comitato direttivo del 12 giugno 1995 a proposito del codice etico emerge che:
[omissis] (documento acquisito nel corso dell'ispezione del 29 ottobre 1996 presso la FIMI, doc. 27).

Nel corso del procedimento, in data 19 maggio 1997, è stato ascoltato in audizione l'Istituto per la Tutela dei Diritti degli Artisti Interpreti Esecutori (di seguito anche IMAIE) per accertare le modalità attraverso le quali le major competono tra loro per l'acquisizione degli artisti. L'IMAIE ha affermato che la concorrenza tra le major si verifica per lo più al momento del lancio di un nuovo talento. Invece, una volta che l'artista è affermato, non si assiste a una competizione estremamente vivace. Peraltro, nel corso dell'audizione è stato precisato che concludere contratti con le major può costituire un rischio dal momento che queste hanno rapporti contrattuali con un numero elevato di artisti e, a volte, hanno interesse a concluderne di nuovi al solo fine di evitare che un artista possa "cannibalizzare" i prodotti presenti nel repertorio venendo contattato dai concorrenti.

C. Differenziazione del prodotto

i. Compilation

Le compilation sono fonogrammi che contengono più esecuzioni realizzate da artisti legati a diverse società fonografiche e/o brani registrati da diversi produttori. La realizzazione di tale prodotto richiede l'acquisizione della licenza a riprodurre brani musicali già pubblicati da altri produttori. Le major in questo caso sono dunque obbligate a concludere accordi tra di loro per l'acquisizione delle licenze. Le licenze accordate dalle case discografiche sono generalmente non esclusive, malgrado qualcuna delle parti del presente procedimento abbia affermato che la concessione in esclusiva dell'utilizzo di un brano costituisca la prassi del settore (memoria Warner dell'8 settembre 1997).
Per le compilation legate a particolari manifestazioni (Sanremo, Festivalbar, ecc.) la produzione del fonogramma richiede anche l'acquisizione della licenza per l'utilizzo del marchio presso gli organizzatori della manifestazione.
Al riguardo, nel corso dell'istruttoria sono stati acquisiti alcuni documenti che illustrano l'istituzione di un sistema di rotazione tra le major per la produzione di compilation legate alle principali manifestazioni musicali realizzate in Italia relativamente ai periodi 1992-97 e 1997-2000, come illustrato nella tabella 17 (documenti acquisiti nel corso degli accertamenti ispettivi del 29 ottobre 1996 presso le sedi della Polygram, doc. 100 e della Sony, doc. 20).
Il primo documento, che risale al 1992, risulta controfirmato per accettazione da tutte le case discografiche interessate. In alcune sue note esplicative sono definiti gli impegni che le case discografiche assumono, tra cui il divieto di scambiare il repertorio con case discografiche terze rispetto a quelle che hanno sottoscritto il documento, il divieto di pubblicare compilation di materiale hits a eccezione di quelle specificatamente indicate, nonché naturalmente l'obbligo a concedere la licenza dei brani richiesti per la realizzazione delle compilation indicate in tabella salvo eventuali vincoli di carattere contrattuale e la definizione delle royalties reciprocamente dovute.

Tab. 19 - Sistema di rotazione delle compilation deciso dalle major *
Compilation
1992
1993
1994
1995
1996
1997
1998
1999
2000
Sanremo
Festivalbar
Festivalbar Dance
Now December
Love Songs
Numeri Uno 1
Numeri Uno 2

* dati riservati
Fonte: documentazione raccolta nel corso delle ispezioni del 29 ottobre 1996 effettuate presso le sedi della Polygram (doc. 100) e della Sony (doc. 20).

Alcuni degli impegni previsti nel documento del 1992 sono stati ripresi in bozze di accordi di licenza predisposti da alcune case discografiche [omissis] (documentazione acquisita presso EMI nel corso dell'ispezione del 29 ottobre 1996, doc. 44 ).
A garanzia dell'obbligo di non rilascio delle licenze a terzi, nel testo del 1995 viene stabilito quanto segue: [omissis].

Le major hanno dato attuazione ai documenti sulle compilation, come risulta ad esempio dalla citata lettera del 18 gennaio 1996 di richiesta della EMI alla Polygram della licenza per la produzione di una compilation con il marchio del festival di Sanremo e da un fax inviato dalla Sony a EMI e CGD in data 11 maggio 1995, dal quale emerge che Sony, in attesa della formalizzazione dell'accordo sulle compilation, sottopone alle due major il preventivo degli investimenti pubblicitari in occasione del Festivalbar del 1995, manifestazione che secondo il descritto sistema di rotazione delle compilation dovrebbe essere di competenza di Sony stessa (fax acquisito presso la EMI nell'ispezione del 29 ottobre 1996, doc. 35).

ii. Il CD Singolo

Dalla documentazione acquisita, risulta che, in occasione del I Salone della Musica di Torino nell'ottobre 1996, la FIMI ha annunciato l'intenzione di effettuare una speciale campagna promozionale per il rilancio dei CD Singoli, ossia della particolare tipologia di fonogrammi che contiene un numero inferiore di brani rispetto al CD tradizionale. Al fine di individuare le strategie commerciali e promozionali più appropriate, la Federazione ha affidato un incarico all'agenzia pubblicitaria Bozell-Testa-Pella-Rossetti Spa
L'agenzia di pubblicità ha prodotto un documento che riporta la data del 9 ottobre 1996 nella cui premessa è scritto: "Forniamo qui di seguito delle meditate proposte, che se approvate dovrebbero diventare comuni a tutta la produzione nazionale" (documento Bozell-Testa-Pella-Rossetti, acquisito nel corso dell'ispezione del 29 ottobre 1996 presso BMG, doc. A29). Il documento è poi suddiviso in sezioni che affrontano i seguenti argomenti: confezione, contenuti artistici, prezzo, espositore, periodo, distribuzione, comunicazione. Con riguardo ai contenuti artistici, viene specificato, tra l'altro, che il CD singolo dovrebbe essere composto da tre brani.
Lo studio propone un prezzo "Al pubblico: 7.900 lire. [in quanto] sembra essere un livello di prezzo di grande attrattività, e sufficiente a garantire margini accettabili sia all'industria che alla distribuzione".

E. La distribuzione di supporti fonografici nei canali alternativi

La vendita dei prodotti fonografici avviene anche attraverso canali di distribuzione alternativi a quelli specializzati ovvero la vendita per corrispondenza e le edicole.
i. La vendita per corrispondenza

La vendita per corrispondenza, detta anche vendita Club, da parte delle major costituisce una parte minoritaria dell'attività di commercializzazione dei prodotti fonografici.
L'unica major che distribuisce prodotti fonografici per corrispondenza è la BMG che dispone, tramite il gruppo di appartenenza, di una apposita società: la Euroclub Srl
Tre delle cinque major e precisamente Polygram, Warner e Sony, hanno costituito nel 1995 una società denominata Music Direct Italia Srl (di seguito MDI), in esecuzione di accordi conclusi dai gruppi di appartenenza a livello internazionale, per organizzare direttamente la vendita per corrispondenza dei propri prodotti (verbale del consiglio di amministrazione della Warner del 30 marzo 1995 acquisito nel corso dell'ispezione del 29 ottobre 1996 presso la Warner, doc. 12). I risultati di MDI sono stati assai deludenti e la società è stata posta in liquidazione.

ii. La vendita in edicola

La maggior parte dei supporti fonografici commercializzati attraverso le edicole, che secondo i dati SIAE ammonta a circa 40 milioni di pezzi, è prodotta da editori della carta stampata su licenza delle case discografiche. Solo la EMI ha realizzato iniziative dirette attraverso la pubblicazione di periodici con dischi allegati da vendere presso le edicole.
Il prezzo di vendita è deciso dall'editore, ma le case discografiche spesso richiedono un prezzo minimo di commercializzazione, il quale, come si evince dall'analisi di alcuni contratti, per prodotti comparabili non deve essere inferiore a quello di cessione praticato in altri canali. Anche il prezzo minimo viene indicato nel contratto di licenza. I generi musicali licenziati non riguardano mai brani musicali novità.

Sebbene le case discografiche abbiano rapporti con i singoli editori, alcune major e, in particolare Polygram, Warner e Sony, hanno redatto un documento denominato Gentlemen agreement (di seguito GA) relativo alla loro modalità di presenza nel canale edicole.
[omissis].

Le vendite attraverso il canale edicole sono state oggetto di discussione in ambito della FIMI. In particolare, risulta che nel corso del comitato direttivo del 24 maggio 1996 sia stata discussa la possibilità di prevedere una window, ovvero un periodo di tempo intercorrente tra il lancio di un brano musicale nel canale tradizionale e la sua commercializzazione in edicola (verbale del comitato direttivo acquisito nel corso dell'ispezione del 29 ottobre 1996 presso la FIMI, doc. 30).
 

VI. GLI IMPEGNI ASSUNTI NEL CORSO DEL PROCEDIMENTO

Con memoria pervenuta all'Autorità in data 25 luglio 1997, ovvero prima che la società ricevesse la lettera delle risultanze istruttorie relativa al caso in oggetto, EMI, pur contestando l'ipotesi che il proprio comportamento fosse contrario alle norme a tutela della concorrenza e del mercato, ha assunto gli impegni di :
- cessare la comunicazione diretta dei propri dati di vendita a FIMI;
- cessare l'applicazione a proprio favore del codice etico;
- non svolgere iniziative promozionali di carattere generale (ivi incluso il prossimo Salone della Musica), riguardanti in particolare il prezzo dei supporti fonografici e specificatamente la loro offerta a prezzi ridotti, congiuntamente ad altre case discografiche;
- recedere dal contratto concluso con GDO Service e non concludere alcun accordo con altre case discografiche per l'effettuazione di azioni commerciali in altri canali;
- non sottoscrivere accordi per la realizzazione di compilation che prevedano una esclusiva;
- non partecipare tramite un proprio rappresentante alle riunioni del comitato direttivo FIMI e, al tempo stesso, a non far partecipare in qualità di relatore propri dipendenti o rappresentanti ai c.d. "gruppi di lavoro".

Peraltro, EMI ha organizzato un incontro per spiegare e descrivere i principi generali del diritto della concorrenza italiano e comunitario ai propri dipendenti e ha diffuso a tal fine il documento "Politica e linee guida in tema di concorrenza". Tale incontro ha avuto luogo in data 26 settembre 1997.
Per quanto concerne la descrizione delle attività vietate ai sensi dell'articolo 2 della legge n. 287/90, il citato documento espone che potenzialmente qualsiasi cooperazione tra concorrenti può costituire una violazione delle regole di concorrenza e pertanto deve essere trattata con cautela. Inoltre, cita alcune attività che devono essere poste in essere con estrema attenzione (partecipazione ad associazioni di categoria; cooperazione nella produzione di compilation; partecipazione a iniziative promozionali collettive; scambi di dati di mercato) e altre che invece sono assolutamente vietate (accordi sui prezzi, intese verticali, scambi di dati con concorrenti e divieto di importazioni parallele all'interno della Unione Europea).
Infine, particolare riguardo ha riservato al ruolo che possono rivestire le Associazioni di categoria nel porre in essere comportamenti vietati dalle regole a tutela della concorrenza e alle attività di collaborazione e di scambio di informazioni che possono essere svolte all'interno delle stesse.

Inoltre, risulta che in data 5 settembre 1997, ovvero nella prima riunione successiva all'invio della lettera delle risultanze istruttorie, il comitato direttivo di FIMI abbia deliberato di non procedere all'ulteriore raccolta dei dati relativi al fatturato degli associati, riservandosi di eventualmente affidare tale compito a un soggetto terzo che dia ogni garanzia di adeguata riservatezza relativamente alla divulgazione dei dati raccolti. L'Associazione ha altresì deliberato di non porre all'ordine del giorno delle attività deliberative dei propri organi statutari e comunque di non porre in discussione nelle presenti sedi alcuno dei soggetti la cui trattazione da parte degli organi FIMI è stata indicata nel provvedimento dell'Autorità Garante della concorrenza e del mercato del 28 luglio 1997 nel procedimento I-207 come potenzialmente idoneo a integrare una eventuale violazione delle norme antitrust (memoria prodotta da FIMI in data 9 settembre 1997).
Con delibera del 15 luglio 1997, risulta che la FIMI abbia dichiarato non più in vigore il codice etico (memoria prodotta da Polygram in data 15 settembre 1997).

Warner nella memoria prodotta in data 8 settembre 1997, ha comunicato che le imprese del gruppo hanno provveduto a recedere dal rapporto di agenzia in essere con GDO Service mediante lettere del 27 giugno 1997.
Infine, Sony, con nota del 29 settembre 1997, ha comunicato i seguenti impegni:
- a dare attuazione alla delibera del Comitato Direttivo della FIMI, relativa alla sospensione cautelare di ogni attività identificata nella lettera delle risultanze istruttorie;
- a non trasmettere alla FIMI alcun dato di fatturato o altre informazioni aventi rilevanza commerciale;
- a non scambiare, con i concorrenti, informazioni relative ai propri bilanci, listini prezzi e altri dati commerciali;
- a recedere dal contratto di agenzia con GDO Service;
- a non promuovere, senza preventiva comunicazione e autorizzazione dell'Autorità competente, iniziative promozionali, aventi caratteristiche anticoncorrenziali, di concerto con altre case discografiche.
 

VII. LE ARGOMENTAZIONI DELLE PARTI

A. La posizione delle